Ripartizione attivo fallimentare: crediti ammessi e cause di prelazione non si possono ridiscutere
Con la sentenza n. 20180 del 24 settembre 2010, la Suprema Corte ha affermato l’importante principio secondo cui “in sede di ripartizione dell’attivo fallimentare non è possibile rimettere in discussione l’importo dei crediti ammessi e le cause di prelazione riconosciute o escluse in sede di verificazione del passivo, attesa l’efficacia preclusiva, nell’ambito della procedura concorsuale, del decreto di approvazione dello stato passivo, né sono ammesse contestazioni attinenti ad altre fasi della procedura, in quanto il giudice delegato deve limitarsi a risolvere le questioni relative alla graduatoria dei privilegi e, comunque, alla collocazione dei diversi crediti.
Con tale pronunzia la Corte ha ribadito il principio dell’efficacia endofallimentare dello stato passivo dichiarato esecutivo. Pertanto il decreto di esecutività dello stato passivo rende incontestabile in sede fallimentare – salvo le impugnazioni dello stato passivo previste dagli artt. 98 e segg. della Legge Fallimentare – la natura e l’entità del credito ammesso.
Ripartizione attivo fallimentare: crediti ammessi e cause di prelazione non si possono ridiscutere
Con la sentenza n. 20180 del 24 settembre 2010, la Suprema Corte ha affermato l’importante principio secondo cui “in sede di ripartizione dell’attivo fallimentare non è possibile rimettere in discussione l’importo dei crediti ammessi e le cause di prelazione riconosciute o escluse in sede di verificazione del passivo, attesa l’efficacia preclusiva, nell’ambito della procedura concorsuale, del decreto di approvazione dello stato passivo, né sono ammesse contestazioni attinenti ad altre fasi della procedura, in quanto il giudice delegato deve limitarsi a risolvere le questioni relative alla graduatoria dei privilegi e, comunque, alla collocazione dei diversi crediti.
Con tale pronunzia la Corte ha ribadito il principio dell’efficacia endofallimentare dello stato passivo dichiarato esecutivo. Pertanto il decreto di esecutività dello stato passivo rende incontestabile in sede fallimentare – salvo le impugnazioni dello stato passivo previste dagli artt. 98 e segg. della Legge Fallimentare – la natura e l’entità del credito ammesso.
Recent posts.
La sentenza n. 16835 del 29 maggio 2026 della Corte di Cassazione offre l'occasione per tornare su un tema di grande rilievo teorico e pratico nell'ambito delle obbligazioni solidali passive: il rapporto tra l'azione di [...]
Quando un'impresa affida a un'altra lo svolgimento di un servizio, il confine tra un appalto pienamente legittimo e una somministrazione illecita di manodopera può risultare più sottile di quanto appaia. La sola esistenza di un [...]
L'intelligenza artificiale entra sempre più frequentemente negli studi legali come strumento di supporto alla ricerca e alla redazione degli atti, ma il suo utilizzo non può prescindere da un rigoroso controllo umano. Lo ribadisce con [...]
Recent posts.
La sentenza n. 16835 del 29 maggio 2026 della Corte di Cassazione offre l'occasione per tornare su un tema di grande rilievo teorico e pratico nell'ambito delle obbligazioni solidali passive: il rapporto tra l'azione di [...]
Quando un'impresa affida a un'altra lo svolgimento di un servizio, il confine tra un appalto pienamente legittimo e una somministrazione illecita di manodopera può risultare più sottile di quanto appaia. La sola esistenza di un [...]

