La pianificazione strategica attraverso il piano industriale

marzo 1st, 2019|Claudio Grimaldi, IMPRESE|

Ogni impresa si costituisce per il perseguimento di determinati obiettivi che – per consentirle di rimanere attiva sul mercato, di fronteggiare il fattore concorrenza e di superare eventuali momenti di crisi o comunque di difficoltà economica – devono essere raggiunti nel medio o lungo termine.

A tal fine, e quindi proprio per conseguire tali obiettivi, si palesa di fondamentale importanza per qualsiasi imprenditore svolgere una preventiva attività di pianificazione e, quindi, di programmazione di tutte le azioni e le determinazioni che saranno necessarie per il conseguimento dei risultati perseguiti.

Ovviamente lo svolgimento di tale preventiva attività di pianificazione presuppone la conoscenza, da parte dell’imprenditore, dell’ambiente in cui opera la sua impresa e ciò sotto tutti gli aspetti che compongono una tale realtà: gli orientamenti sociali, culturali, economici e politici, le tecnologie utilizzate nel settore di attività.

Occorre infatti considerare che eventuali modificazioni di uno qualsiasi di tali aspetti potrebbe, in futuro, condizionare la possibilità dell’impresa di raggiungere gli obiettivi prefissati e determinare quindi la necessità di rivedere ed eventualmente modificare o integrare il piano strategico ab origine predisposto.

Fatta questa doverosa premessa si comprende, allora, l’importanza per ciascun imprenditore di redigere un “piano industriale” che sia compatibile con la natura e le dimensioni dell’impresa e con le risorse che si hanno a disposizione.

Infatti il “piano industriale” consiste proprio nell’individuazione di specifici obbiettivi che siano, al contempo, alla portata dell’impresa non solo in ragione della sua natura e delle sue dimensioni ma anche, e soprattutto, in ragione delle risorse disponibili.

Ovviamente l’elaborazione del “piano industriale” deve necessariamente partire dall’analisi e dalla descrizione della situazione di partenza, vale a dire da una esatta individuazione, con riferimento al settore di mercato in cui opera l’impresa, dei suoi punti di forza e dei suoi eventuali punti deboli.

L’individuazione della situazione di partenza è, nell’elaborazione del piano, una fase molto delicata in quanto eventuali errori commessi in tale fase rischiano seriamente di pregiudicare la futura attualizzabilità del piano strategico.

Il piano industriale deve indicare anche il c.d. “budget strategico”, necessario per la valutazione di tutte le conseguenze che eventuali modificazioni dell’ambiente in cui opera l’impresa possono comportare sulla fattibilità del piano medesimo.

Inoltre, durante la sua esecuzione, il piano industriale deve essere sempre monitorato, non solo attraverso un costante controllo che consenta di individuare eventuali discrasie tra gli obiettivi programmati ed i risultati eventualmente raggiunti in concreto, ma anche attraverso l’individuazione delle cause che hanno determinato il mancato raggiungimento dell’obiettivo e delle eventuali responsabilità.

Sempre il piano industriale deve contenere l’indicazione dei tempi stimati per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti.

Alla stregua di quanto sopra esposto appare di tutta evidenza che la formulazione di un “piano industriale” rappresenta un elemento essenziale per consentire all’impresa di operare in situazioni di continuità aziendale e che eventuali errori commessi nella predisposizione del piano o nel suo controllo possono seriamente incidere negativamente sulla continuità aziendale e determinare l’insorgenza di fattori di crisi patrimoniale, economica e finanziaria.

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