MASSIME CASSAZIONE

 

  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, 7 Febbraio 2019 (Ud. 25 ottobre 2018) n. 6141

REVISIONE

È ammissibile, sia agli effetti civili che agli effetti penali, la revisione, richiesta ai sensi dell’art. 630 comma 1 lett. c) c.p.p., della sentenza del giudice di appello che, decidendo anche sull’impugnazione ai soli effetti delle disposizioni e dei capi concernenti gli interessi civili, in applicazione della disciplina dettata dall’art. 578 c.p.p., abbia prosciolto l’imputato per l’intervenuta prescrizione del reato e contestualmente confermato la sua condanna al risarcimento del danno nei confronti della parte civile”.

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  • Cassazione penale, Sezioni Unite, 10 ottobre 2019 (Ud. 30 Maggio 2019), n. 41736

-“il principio d’immutabilità del giudice, previsto dall’art. 525, comma 2, prima parte, cod. proc. pen., impone che il giudice che provvede alla deliberazione della sentenza sia non solo lo stesso giudice davanti al quale la prova è assunta, ma anche quello che ha disposto l’ammissione della prova, fermo restando che i provvedimenti sull’ammissione della prova emessi dal giudice diversamente composto devono intendersi confermati, se non espressamente modificati o revocati;

-l’avvenuto mutamento della composizione del giudice attribuisce alle parti il diritto di chiedere, ai sensi degli artt. 468 e 493 cod. proc. pen., sia prove nuove sia la rinnovazione di quelle assunte dal giudice diversamente composto, in quest’ultimo caso indicando specificamente le ragioni che impongano tale rinnovazione, ferma restando la valutazione del giudice, ai sensi degli artt. 190 e 495 cod. proc. pen., anche sulla non manifesta superfluità della rinnovazione stessa;

-il consenso delle parti alla lettura ex art. 511, comma 2, cod. proc. pen. degli atti assunti dal collegio in diversa composizione, a seguito della rinnovazione del dibattimento, non è necessario con riguardo agli esami testimoniali la cui ripetizione non abbia avuto luogo perché non chiesta, non ammessa o non più possibile”.

 

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, 19 Novembre 2019 ( Ud. 26 Settembre 2019), n. 46898

Il provvedimento con cui il tribunale competente per le misure di prevenzione neghi l’applicazione del controllo giudiziario richiesto ex art. 34-bis, comma 6, del d. Igs. 6 settembre 2011, n. 159, è impugnabile con ricorso alla Corte di appello anche per il merito”.

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Ud. 28 Novembre 2019, informazione provvisoria n. 26

La sola elezione di domicilio presso il difensore di ufficio, da parte dell’indagato, non è di per sé presupposto idoneo per la dichiarazione di assenza di cui all’art. 420-bis cod. proc. pen., dovendo il giudice in ogni caso verificare, anche in presenza di altri elementi, che vi sia stata un’effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra il legale domiciliatario e l’indagato, tale da fargli ritenere con certezza che quest’ultimo abbia conoscenza del procedimento ovvero si sia sottratto volontariamente alla conoscenza del procedimento stesso (principio espresso con riferimento a una fattispecie rientrante nella disciplina previgente alla introduzione del comma 4-bis dell’art. 162 cod. proc. pen.)”.

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza n. 13539, Ud. 30.01.2020 – deposito 30.04.2020

Le Sezioni Unite hanno affermato i seguenti principi:

– la confisca di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001 può essere disposta anche in presenza di una causa estintiva determinata dalla prescrizione del reato, purché la sussistenza della lottizzazione abusiva sia stata già accertata, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, nell’ambito di un giudizio che abbia assicurato il pieno contraddittorio e la più ampia partecipazione degli interessati, fermo restando che, una volta intervenuta detta causa, il giudizio non può, in applicazione dell’art. 129, comma 1, cod. proc. pen., proseguire al solo fine di compiere il predetto accertamento;

– in caso di declaratoria, all’esito del giudizio di impugnazione, di estinzione del reato di lottizzazione abusiva per prescrizione, il giudice d’appello e la Corte di cassazione sono tenuti, in applicazione dell’art. 578-bis cod. proc. pen., a decidere sull’impugnazione agli effetti della confisca di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001”.

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  • Cassazione Penale, Sezione Terza, Sentenza n. 13660, Ud. 28.02.2020 – deposito 06.05.2020

In tema di sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca, la Terza sezione ha affermato che possono essere sottoposte a vincolo le somme di denaro versate in un “fondo pensione” nella fase di accumulo della provvista, non essendo applicabile, nella specie, la disciplina di cui all’art. 545 cod. proc. civ.”

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza n. 14722, Udienza 30.01.2020 – deposito 12.05.2020

Le Sezioni Unite hanno affermato che, a seguito della riforma introdotta in tema di stupefacenti dal d.l. 20 marzo 2014, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 16 marzo 2014, n. 79, mantengono validità i criteri fissati dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 36258 del 24 maggio 2012, Biondi, per l’individuazione della soglia oltre la quale è configurabile la circostanza aggravante dell’ingente quantità prevista dall’art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990 e che, con riferimento in particolare alle c.d. droghe leggere, la soglia rimane fissata in 2 kg di principio attivo”.

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sent. N. 14723, Ud. 19.12.2019 – deposito 12.05.2020

In tema di patrocinio a spese dello Stato, le Sezioni Unite hanno affermato che la falsità o l’incompletezza della dichiarazione sostitutiva di certificazione prevista dall’art. 79, comma 1, lett. c) d.P.R. n. 115 del 2002, qualora i redditi effettivi non superino il limite di legge, non comporta la revoca dell’ammissione al beneficio, che può essere disposta solo nelle ipotesi espressamente disciplinate dagli artt. 95 e 112 d.P.R. n. 115 del 2002”.

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  • Cassazione Penale, Sezione Seconda , Sent. N. 14987, Ud. 09.01.2020 – deposito 13.05.2020

La Seconda sezione ha affermato che, in tema di revisione, la sopravvenuta procedibilità a querela del reato di appropriazione indebita per effetto del d. lgs. n. 36 del 2018 non costituisce prova nuova ai sensi dell’art. 630, comma 1, lett. c), cod. proc. pen. nel caso in cui la modifica normativa sia intervenuta successivamente al passaggio in giudicato della sentenza della quale si chiede la revisione”.

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  • Cassazione Penale, Sezione Sesta, Sentenza n. 20571, Ud. 01.07.2020 – deposito 09.07.2020

La Sesta sezione ha affermato che è legittima l’emissione di un mandato di arresto europeo sulla base di un provvedimento restrittivo della libertà disposto da un’autorità di polizia e successivamente convalidato dal pubblico ministero, sempre che si tratti di provvedimento impugnabile nello Stato di emissione in conformità a quanto disposto dall’art. 5, comma 4, CEDU”.

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  • Cassazione Penale, Sezione Prima, Sente. N. 19762, Ud. 17.06.2020 – deposito 01.07.2020

In tema di giurisdizione la Prima Sezione ha affermato che:

– il principio per cui il giudice deve controllare costantemente, per tutto il corso del processo, se i fatti che formano il contenuto dell’imputazione rientrino nell’ambito della propria giurisdizione (cd. “carattere dinamico” della verifica della giurisdizione) non va inteso nel senso di ritenere possibile il completamento di una obiettiva “precarietà dimostrativa” degli elementi di fatto da cui inferire, nel momento iniziale della procedura, l’esistenza della giurisdizione medesima essendo, comunque, necessario che anche nella fase prodromica delle indagini preliminari vi sia certezza in ordine al potere dell’autorità giudiziaria di prendere cognizione del fatto;

– in presenza di reato transnazionale (cessione di armi) commesso dallo straniero integralmente all’estero, non può affermarsi la giurisdizione dello Stato italiano ai sensi dell’art. 7, comma primo, n. 5 cod. pen. e della Convenzione ONU di Palermo in tema di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, in quanto la disposizione in tema di giurisdizione, di cui all’art. 15, par. 4, della Convenzione, pur in presenza della sua ratifica, non è di immediata applicazione nell’ordinamento dello Stato parte”.

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  • Cassazione Penale, Sezione Seconda, Sentenza n.20926, Ud. 13.05.2020 – deposito 15.07.2020

La Seconda sezione, pronunciandosi in tema di associazione a delinquere di stampo mafioso, ha affermato che la costituzione di un gruppo formalmente nuovo non vale ad escludere la sussistenza dei requisiti costitutivi del suddetto reato, allorché lo stesso sia, in sostanza, di diretta derivazione di un “clan” storico, operante nella stessa area di quest’ultimo, compia i reati fine tipici dell’organizzazione mafiosa, e sfrutti il nome e la fama del primo per creare lo stato di assoggettamento intimidatorio della popolazione dell’area interessata, in modo da far percepire una sorta di continuità tra le azioni della “casa madre” e le proprie.

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  • Cassazione Penale, Sezione Seconda, Sent. N. 20954, Ud. 28.02.2020 – deposito 15.07.2020

La Seconda sezione, pronunciandosi in tema di misura di prevenzione della sorveglianza speciale, ha affermato che il procedimento ex art. 14, comma 2-ter, d.lgs. 159 del 2011, attribuisce al tribunale il potere di dare esecuzione alla misura ovvero di revocarla a seconda dell’esito dell’accertamento della persistenza della pericolosità sociale compiuto dopo un periodo di detenzione di almeno due anni, ma non consente di modificare parzialmente la misura, anche in relazione al termine di durata, potendo tale modifica essere adottata solo con il procedimento di cui all’art. 11, comma 2, d. lgs. cit., durante la sua esecuzione e, dunque, anche eventualmente dopo che il procedimento ex art. 14 si sia concluso con un provvedimento che a tale esecuzione abbia dato luogo”.

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  • Cassazione Penale, Sezione Sesta, Sentenza n. 21579, Ud. 17.07.2020 – deposito 20.07.2020

In tema di mandato di arresto europeo, la Sesta sezione ha affermato che la nullità o la perdita di efficacia del provvedimento applicativo di una misura cautelare nei confronti del destinatario di una richiesta di consegna non incidono sulla legittimità della decisione favorevole alla consegna stessa, in quanto l’applicazione della misura cautelare non costituisce presupposto necessario del procedimento di cui alla legge n. 69 del 2005”.

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  • Cassazione Penale, Sezione Terza, Sentenza n. 21367, Ud. 02.07.2020 – deposito 17.07.2020

La Terza sezione, pronunciandosi in ordine al regime della sospensione della prescrizione introdotto dall’art. 83 del d.l. 18 marzo 2020 (conv. con mod. con la legge 24 aprile 2020, n. 27 e succ. mod. con d.l. 30 aprile 2020, art. 3, comma l, lett. h), conv. con la legge 25 giugno 2020, n. 70) ha affermato che:

– è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della sospensione del corso della prescrizione, disposta dall’art. 83, comma 4, del d.l. 18 marzo 2020, in quanto la causa di sospensione è di applicazione generale, proporzionata e di durata temporanea, e la deroga al principio di irretroattività della legge penale sfavorevole, previsto dall’art. 25, comma 2, Cost. risulta giustificata dall’esigenza di tutelare il bene primario della salute, conseguente ad un fenomeno pandemico eccezionale e temporaneo, dovendosi realizzare un ragionevole bilanciamento tra diritti fondamentali, nessuno dei quali è assoluto e inderogabile;

– la sospensione della prescrizione prevista dall’art. 83, comma 4, del d.l. 18 marzo 2020 opera dalla data dell’udienza (ricadente nel periodo 9 marzo-11 maggio 2020) di cui è stato disposto il rinvio e fino all’11 maggio 2020, mentre, per i procedimenti la cui udienza era fissata nel periodo 12 maggio-30 giugno 2020 e rinviati a data successiva, ai sensi del comma 7, lett. g), art. cit., la prescrizione rimane sospesa, ai sensi dell’art. 83, comma 9, del d.l. 18 marzo 2020, dalla data dell’udienza fino al 30 giugno 2020”.

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza n. 21368, Ud. 26.09.2019 – deposito 17.07.2020

Le Sezioni Unite hanno affermato che, a seguito dell’introduzione della previsione di cui all’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., è ammissibile il ricorso per cassazione per vizio di motivazione avverso la sentenza di applicazione di pena con riferimento alle misure di sicurezza, personali o patrimoniali, che non abbiano formato oggetto dell’accordo delle parti”.

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sent. N. 21369, Ud. 26.09.2020 – deposito 17.07.2020

Le Sezioni Unite hanno affermato che, a seguito dell’introduzione della previsione di cui all’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., è ammissibile il ricorso per cassazione avverso la sentenza di applicazione di pena avente ad oggetto l’applicazione o l’omessa applicazione di sanzioni amministrative accessorie ai sensi dell’art. 606 cod. proc. Pen”.

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sent. N. 23027, Ud. 23.06.2020 – deposito 29.07.2020

In tema di reati tributari, il delitto di indebita compensazione di cui all’art. 10-quater del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, si consuma al momento della presentazione dell’ultimo modello F24 relativo all’anno interessato, in cui si perfeziona la condotta decettiva del contribuente e si realizza il mancato versamento, per effetto della compensazione dei debiti verso l’Erario con crediti in realtà non spettanti secondo la normativa, sicchè a nulla rileva la mancata registrazione dell’operazione nel cd. cassetto fiscale, documento che ha valenza ricognitiva del rapporto obbligatorio inter-partes, ma privo di effetti costitutivi o modificativi”.

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza n. 23166, Ud. 28.05.2020 -deposito 29.07.2020

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, hanno affermato che la retrodatazione della decorrenza dei termini di custodia cautelare, di cui all’art.297, comma 3, cod.proc.pen., deve essere effettuata computando l’intera durata della custodia cautelare subita, anche se relativa a fasi non omogenee”.

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sent. N. 23948, Ud. 28.11.2019 – deposito 17.08.2020

Le Sezioni Unite hanno affermato che, in relazione alle situazioni precedenti all’introduzione dell’art. 162, comma 4-bis cod. proc. pen. ad opera della legge n. 103 del 2017, la sola elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio, da parte dell’indagato, non è di per sé presupposto idoneo per la dichiarazione di assenza di cui all’art. 420-bis cod. proc. pen., dovendo il giudice in ogni caso verificare, anche in presenza di altri elementi, che vi sia stata un’effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra il legale domiciliatario e l’indagato, tale da fargli ritenere con certezza che quest’ultimo abbia conoscenza del procedimento ovvero si sia sottratto volontariamente alla conoscenza del procedimento stesso”

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sent. N. 24990, Ud. 30.01.2020 – deposito 02.09.2020

Le Sezioni Unite hanno affermato che la circostanza attenuante del lucro e dell’evento di speciale tenuità di cui all’art. 62, n. 4, cod. pen. è applicabile, indipendentemente dalla natura del bene giuridico oggetto di tutela, ad ogni tipo di delitto commesso per un motivo di lucro, compresi i delitti in materia di stupefacenti, ed è compatibile con la fattispecie di lieve entità prevista dall’art. 73, comma 5, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309”

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  • Cassazione Penale, Sezione Quinta, Sent. N. 25222, Ud. 14.07.2020 – deposito 07.09.2020

In tema di disciplina della prescrizione a seguito dell’emergenza pandemica, la Quinta sezione ha affermato che:
– la causa di sospensione del corso della prescrizione prevista, per il giudizio di legittimità, dal comma 3-bis dell’art. 83 d.l. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, è applicabile qualora sussistano, congiuntamente, le condizioni che il procedimento sia pervenuto nella cancelleria della Corte di cassazione nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020 e che sia stato pendente,
– è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento al principio di irretroattività della legge penale sfavorevole previsto dall’art. 25, secondo comma, Cost., dell’art. 83, comma 4, d.l. n.18 del 2020, che dispone la sospensione del corso della prescrizione nei procedimenti in cui operano la sospensione dei termini ed il rinvio delle udienze per il periodo dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020, in quanto tale disposizione non ha introdotto una “nuova” figura di sospensione o modificato in senso sfavorevole la disciplina codicistica, ma si è limitata a prevedere una fattispecie di sospensione obbligatoria del processo riconducibile alla norma generale prevista dall’art. 159, comma primo, cod. pen”

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sent. N. 27236, Ud. 16.07.2020 – deposito 01.10.2020

Le Sezioni Unite hanno affermato che l’abuso di autorità cui si riferisce l’art. 609-bis, comma primo, cod. pen., presuppone una posizione di preminenza, anche di fatto e di natura privata, che l’agente strumentalizza per costringere il soggetto passivo a compiere o subire atti sessuali”

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  • Cassazione Penale, Sezione Sesta, Sent. N. 28130, Ud. Del 18.09.2020 – deposito 08.10.2020

La Sesta sezione ha affermato che, ai fini della configurabilità dei reati di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e di frode nelle pubbliche forniture, il termine “fornitura” si riferisce sia alle cose che alle opere, e quindi anche al “facere” costituito dalle prestazioni di materiali e attività tecniche e lavorative di un’impresa, volte ad assicurare il soddisfacimento delle finalità sottese al servizio pubblico. (Fattispecie relativa alla somministrazione di personale paramedico interinale)”

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  • Cassazione Penale, Sezione Seconda, Sent. N. 29362, ud. 22.07.2020 – deposito 22.10.2020

La Seconda sezione ha affermato che l’intercettazione ambientale a mezzo captatore informatico inoculato in Italia ed eseguita anche all’estero per lo spostamento della persona intercettata, non richiede l’attivazione di una rogatoria, atteso che l’installazione del captatore avviene in territorio nazionale e la captazione nei suoi sviluppi finali e conclusivi si realizza in Italia attraverso le centrali di ricezione che fanno capo alla procura della Repubblica”

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sent. N. 29541, Ud. 16.07.2020 – deposito 23.10.2020

Le Sezioni unite hanno affermato che: – i reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni hanno natura di reato proprio non esclusivo; – il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone e quello di estorsione si differenziano tra loro in relazione all’elemento psicologico, da accertarsi secondo le ordinarie regole probatorie; – il concorso del terzo nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone è configurabile nei soli casi in cui questi si limiti ad offrire un contributo alla pretesa del creditore, senza perseguire alcuna diversa ed ulteriore finalità”

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  • Cassazione Penale, Sezione Quarta, Sent. N. 29584, Ud. 22.09.2020 – deposito 26.10.2020

In tema di responsabilità amministrativa degli enti derivante dal reato di lesioni personali aggravate dalla violazione della disciplina antinfortunistica, la Quarta sezione ha affermato che l’interesse, quale criterio di imputazione oggettiva della responsabilità, può sussistere anche in relazione a una trasgressione isolata dovuta ad un’iniziativa estemporanea, senza la necessità di provare la natura sistematica delle violazioni antinfortunistiche, allorché altre evidenze fattuali dimostrino il collegamento finalistico tra la violazione e l’interesse dell’ente.”

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  • Cassazione Penale, Sezione Quinta, Sent. N. 31601, Ud. 15.09.2020 – deposito 11.11.2020

La Quinta sezione ha affermato che, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 2, d.lgs. n. 274 del 2000 e 410-bis, comma 3, cod. proc. pen., anche avverso i provvedimenti di archiviazione adottati dal giudice di pace è esperibile reclamo al tribunale in composizione monocratica”

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  • Cassazione Penale, Sezione Terza, Sent. N. 32166, Ud. 08.10.2020 – deposito 16.11.2020

In tema di detenzione di materiale pedopornografico, la Terza sezione ha affermato che è configurabile l’aggravante dell’uso di mezzi atti ad impedire l’identificazione dei dati di accesso alle reti telematiche, quando l’agente ponga in essere qualunque azione volta ad impedire la sua identificazione come soggetto che ha avuto accesso alla rete, eludendo le normali modalità di riconoscimento, a partire da quelle relative all’accesso fisico al computer fino a quelle di inserimento nella rete stessa. (Fattispecie in cui l’imputato, usando identità telematiche diverse, aveva adoperato un computer e un “client” di accesso a lui non riconducibili in quanto di un altro soggetto).”

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  • Cassazione Penale, Sezione Seconda. Sent. N. 34214, Ud. 15.10.2020 – deposito 02.12.2020

La Seconda sezione, pronunciandosi in sede di incidente cautelare, ha affermato che integra il reato di illecita concorrenza con violenza o minaccia, di cui all’art. 513-bis cod. pen., l’acquisizione di una posizione dominante in un determinato settore economico dovuta all’accordo tra l’imprenditore ed un clan di stampo mafioso ed alle condotte violente o minatorie, anche di carattere implicito o “ambientale”, che l’hanno tradotto in atto, operate sia a livello della domanda che a carattere diffuso e da cui sia conseguita l’interposizione di barriere all’ingresso di altri concorrenti su un certo mercato o su una zona “contrattualmente” stabilita”

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  • Cassazione Penale, Sezione Sesta, Sent. N. 35818, Ud. 10.12.2020 – deposito 14.12.2020

Cpp #art“La Sesta sezione ha affermato che, in tema di mandato di arresto europeo, nel giudizio di impugnazione avverso il provvedimento che decide sulla consegna, che si svolge “nelle forme di cui all’art. 127 cod. proc. pen.”, non è previsto, ai sensi dell’art. 613, comma 1, ultima parte cod. proc. pen., il diritto del consegnando alla partecipazione personale all’udienza innanzi alla Corte di cassazione, con la conseguenza che non assume rilievo il suo personale impedimento posto a fondamento dell’istanza di rinvio”

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  • Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sent. N. 37207, Ud. 16.07.2020 – deposito 23.12.2020

Le Sezioni unite hanno affermato che- in caso di accoglimento della istanza di ricusazione del giudice dell’udienza preliminare, il decreto che dispone il giudizio – emesso in pendenza della decisione definitiva sulla domanda di ricusazione – non conserva efficacia ed è affetto da nullità ai sensi dell’art. 178, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.; l’ordinanza che decide sul merito ai sensi dell’art. 41, comma 3, cod. proc. pen., provvede contestualmente a dichiarare se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice ricusato devono considerarsi efficaci e contro la stessa è proponibile, anche in caso di omessa pronuncia sulla conservazione della efficacia degli atti, ricorso per cassazione nelle forme dell’art. 611 cod. proc. pen”.

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  • Corte di Cassazione Penale, Quinta Sezione, 18 dicembre 2020, n. 2535

Ai fini della configurabilità dell’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede è necessario che il titolare del diritto di proprietà sulla cosa oggetto dell’azione delittuosa non possa esercitare una vigilanza continua sul bene.

La circostanza aggravante dell’esposizione alla pubblica fede è configurabile anche in caso di sorveglianza saltuaria quando la cosa si trovi in luoghi privati ma aperti al pubblico, posto che la ragione dell’aggravamento consiste nella volontà di apprestare una più energica tutela a quelle cose mobili che sono lasciate dal possessore, in modo permanente o temporaneo, senza custodia continua. Al contrario, nel caso di danneggiamento di parti di un’autovettura compiuto alla presenza del proprietario, che a bordo del veicolo ne esercita la custodia, non si configura l’aggravante di cui all’art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen. e il fatto non è punibile non essendo previsto dalla legge come reato”

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  • Cassazione Penale, Terza Sezione, 3 dicembre 2020, n. 2278- depositata 20.01.2021

La Terza sezione ha affermato che è legittima l’applicazione della misura atipica dell’obbligo di presentazione all’autorità di polizia in concomitanza con eventi sportivi, estesa dall’art. 6, comma 1, lett. c), l. n. 401 del 1989, come modificato dal d.l. 14 giugno 2019 n. 53, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 2019 n. 77, ai soggetti che risultino denunciati o condannati per taluni reati, ivi specificamente individuati, non realizzati in occasione o a causa delle manifestazioni sportive (c.d. DASPO “fuori contesto”), anche se tali fatti siano commessi in data anteriore alla introduzione della suddetta modifica normativa, in quanto il presupposto della denuncia o della condanna per gli stessi non rileva a fini sanzionatori ma rappresenta un mero antecedente storico nella valutazione di pericolosità, così da non risolversi in una interpretazione analogica “in malam partem” o in una applicazione retroattiva di norme penali”.

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  • Corte di Cassazione Penale, Quinta Sezione, 7 gennaio 2021, n. 307, depositata 07.01.2021

Si ritiene la sussistenza della circostanza aggravante prevista dall’art. 604 ter cod. pen., non solo quando l’azione, per le sue intrinseche caratteristiche e per il contesto in cui si colloca, risulta intenzionalmente diretta a rendere percepibile all’esterno e a suscitare in altri analogo sentimento di odio e comunque a dar luogo, in futuro o nell’immediato, al concreto pericolo di comportamenti discriminatori, ma anche quando essa si rapporti, nell’accezione corrente, ad un pregiudizio manifesto di inferiorità di una razza”.

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  • Corte di Cassazione Penale, Quinta Sezione, 07 gennaio 2021, n.316, depositata 07.01.2021

La bandiera italiana è oggetto della tutela apprestata dall’art. 292 cod. pen. per il suo valore simbolico e, quindi, l’offesa può sussistere anche nel caso in cui la stessa non sia fisicamente presente ma sia solo la destinataria delle espressioni ingiuriose

La nuova formulazione dell’art. 292 cod. pen. come modificato dalla legge 25 febbraio 2006 n. 85 – che, sostituendo, per le ipotesi di vilipendio (e non per quelle di danneggiamento), la pena pecuniaria alla pena detentiva (così alleggerendo la risposta sanzionatoria ad un reato di opinione), ha escluso che possa essere punito anche “chi vilipende i colori nazionali raffigurati su cosa diversa da una bandiera” – si pone, nel precetto, in perfetta continuità normativa con la precedente (ad eccezione del cessato rilievo penale dell’offesa ai colori della bandiera) purché l’atto di denigrazione si diriga, appunto, sulla bandiera nazione, comunque rappresentata e non in un altro oggetto”

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  • Corte di Cassazione Penale, Quarta Sezione, 8 gennaio 2021 – n.2126, depositata 08.01.2021

Deve considerarsi consumata la condotta del reato di furto di colui che, dopo essersi impossessato della cosa sottratta venga bloccato dalla polizia giudiziaria che lo aveva osservato a distanza, in quanto il criterio distintivo tra consumazione e tentativo risiede nella circostanza che l’imputato consegua, anche se per breve tempo, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva”.

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  • Corte di Cassazione Penale, Quarta Sezione, 13 gennaio 2021, n. 2145

Il giudizio per la riparazione dell’ingiusta detenzione è del tutto autonomo rispetto al giudizio penale di cognizione, impegnando piani di indagine diversi, che possono portare a conclusioni del tutto differenti: ciò sia in considerazione del diverso oggetto di accertamento (nel giudizio penale la condotta di reato; nel giudizio di riparazione la condotta gravemente colposa o dolosa causalmente rilevante ai fini della misura cautelare) sia in considerazione delle diverse regole di giudizio (applicandosi solo in sede penale la regola dell’al di là di ogni ragionevole dubbio ed una serie di limitazioni probatorie).

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  • Corte di Cassazione Penale, Terza Sezione, 19 gennaio 2021, n.2475, depositata 19.01.2021

In tema di reato continuato, il limite di aumento di pena non inferiore ad un terzo di quella stabilita per il reato più grave, previsto dall’art. 81, comma quarto, cod. pen. nei confronti dei soggetti ai quali è stata applicata la recidiva di cui all’art. 99, comma quarto, cod. pen., opera anche quando il giudice consideri la recidiva stessa equivalente alle riconosciute attenuanti.”

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  • Corte di Cassazione penale, Sesta Sezione, 19 gennaio 2021, n. 2240, depositata 19.01.2021

La condizione di quasi flagranza richiede e presuppone la immediata ed autonoma percezione, da parte di chi proceda all’arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato. Ai fini della quasi flagranza del reato, il requisito della sorpresa del reo con cose o tracce del reato non richiede la diretta percezione dei fatti da parte della polizia giudiziaria, né che la sorpresa avvenga in maniera non casuale, ma solo l’esistenza di una stretta contiguità fra la commissione del fatto e la successiva sorpresa del presunto autore di esso con le cose o le tracce del reato. Ciò premesso, non si ritiene sussistere la quasi flagranza di reato e contestualmente si ritiene illegittimo l’arresto di un uomo nel caso in cui, durante una perquisizione domiciliare svolta dai carabinieri, sia stato rinvenuto un borsone contenente droga e denaro vicino a un immobile abbandonato posizionato di fianco alla casa sottoposta a perquisizione, mancando del tutto la prova della contestualità della condotta illecita con la persona dell’arrestato, atteso che lo stupefacente è stato rinvenuto in un luogo che non era nella disponibilità dell’arrestato, ossia all’interno dell’orto della proprietà confinante alla sua abitazione”