Pernigotti s.p.a. L’impresa forte che lascia il nostro paese

novembre 15th, 2018|IMPRESE|

Un altro importante operatore economico e protagonista dell’economia italiana – dopo il suo trasferimento all’estero – lascia definitivamente il nostro paese. Si tratta della Pernigotti s.p.a. che, per quasi centossessant’anni è stata in Italia un vero e proprio leader nel settore dolciario e che poi, nel 2014 è stata ceduta ad un importante gruppo imprenditoriale turco.

Recenti notizie di cronaca riferiscono infatti che – dopo il trasferimento dell’azienda ad un gruppo imprenditoriale turco – sarebbe avvenuta la chiusura dell’importante stabilimento di Novi Ligure, con la conseguente preoccupazione in ordine alla sorte dei lavoratori.

La Pernigotti s.p.a. è stata, come detto, un’azienda leader in quanto in oltre un secolo e mezzo di storia è stata talmente forte da riuscire ad attraversare, nel corso del tempo, tutte le crisi economiche che hanno imperversato nel nostro paese, allietando con i suoi prodotti decine di generazioni.

A raccontarlo è la sua stessa storia, basti considerare che la Pernigotti s.p.a. è nata nel 1860.

Quando l’impresa è sorta si era nel bel mezzo della seconda Rivoluzione Industriale, con l’impiego delle energie rinnovabili, dei primi macchinari e con il sorgere delle prime fabbriche iniziava a delinearsi il concetto di impresa come centro di produzione posto sotto il comando dell’imprenditore.

Insomma la Pernigotti è sorta in concomitanza con la nascita del concetto stesso di “fare impresa”.

E’ nata sicuramente su solide basi e questo le ha consentito, nel corso del 1900, di superare uno dopo l’altro tutti i periodi di forte crisi economica che, talvolta in maniera ravvicinata e per ragioni ancora oggi incomprensibili, hanno caratterizzato l’economia del nostro come di altri paesi.

A partire dalla forte “Repressione del 1929”, che costrinse molte altre imprese all’estinzione e che, addirittura, nel 1933 indusse il Governo Italiano all’istituzione dell’ I.R.I. (Istituto per la Ricostruzione Industriale), quale ente pubblico deputato alla gestione e al finanziamento delle imprese in difficoltà.

Ovviamente la Pernigotti s.p.a., grazie alla solidità della sua struttura organizzativa, è persino riuscita a superare la forte crisi economica che nel nostro Paese si affacciò quale ineluttabile conseguenza dell’enorme tragedia rappresentata dalla Seconda Guerra Mondiale.

Negli anni dell’immediato dopoguerra iniziò un processo di autentica ricostruzione del nostro paese che, innegabilmente, determinò una metamorfosi anche dell’economia italiana, soprattutto con il trasformarsi trasformarsi da un’economia prevalentemente agricola in un’economia economia industriale, soprattutto nelle regioni del nord.

Molte imprese risentirono di tale metamorfosi ed entrarono in crisi, ma la Pernigotti s.p.a. continuò a mantenere inalterato il suo ruolo di leader nel mercato italiano e divenne un vero e proprio esempio ed una guida per tanti altri imprenditori.

Sempre la Pernigotti s.p.a. è riuscita a superare anche le difficoltà connesse all’entrata in vigore nel 1948 della Costituzione della Repubblica Italiana, che impose alla liberà di iniziativa economica il limite del naturale rispetto di altri diritti parimenti fondamentali e da tutelare in ogni modo, primo fra tutti il “diritto al lavoro”.

Ad un tale riguardo, aprendo una piccola parentesi, non si deve dimenticare che, se da un lato l’art. 41 della Costituzione ha disposto che “L’iniziativa economica privata economica è libera.  Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà , alla dignità umana”, dall’altro dispose che parimenti “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizione per rendere effettivo tale diritto

Orbene, nelle imprese evidentemente solide come la Pernigotti s.p.a., tali esigenze apparentemente contrapposte (da un lato la libertà di ogni imprenditore di decidere se, come e in che modo “fare impresa” e dall’altro la necessità di salvaguardare e proteggere sempre e comunque i livelli occupazionali trovarono entrambe soddisfazione attraverso organizzazioni imprenditoriali in grado di salvaguardare ogni tipo di risorsa, di natura materiale, immateriale e soprattutto umana.

Imprese solide come la Pernigotti s.p.a. superano anche la crisi economica che, in Italia, tornò ad affacciarsi negli anni 70 e che ebbe parimenti origine da cause tutte provenienti dall’esterno ed avulse dalla capacità o meno degli imprenditori di “fare impresa”, come ad esempio: l’invecchiamento e il deteriorarsi degli impianti produttivi e la carenza di fondi per l’adeguato sviluppo della ricerca e della tecnologia, la necessità di adeguarsi alle nuove norme e alle nuove imposte (come l’ILOR) introdotte attraverso la sostanziale riforma del diritto tributario e, soprattutto, la pari necessità di adeguarsi alle nuove norme previste dallo Statuto dei Lavoratori (introdotto proprio con la legge n. 300 del 20 maggio 1970).

Infine non può mancare il riferimento ai gravissimi periodi di crisi che hanno caratterizzato l’inizio del nuovo millennio e che si sono ripetute sino ai giorni nostri.

Viene naturale, a questo punto, pensare che solo imprese solide come la Pernigotti s.p.a. (con i suoi quasi centosessant’anni di storia) sono state in grado di superare tutte le vicissitudini sopra esposte.

Per tali ragioni l’avvenuta cessione all’estero di un’impresa come la Pernigotti s.p.a. e, oggi, la notizia della chiusura del suo importate stabilimento di Novi Ligure genera l’amara considerazione che a lasciare il nostro paese non sono state e non sono solamente le imprese in cerca di una ristrutturazione aziendale o del recupero di un perduto equilibrio patrimoniale, economico o finanziario, ma anche imprese che nella loro storia hanno dimostrato di essere talmente forti da mantenere, nonostante le mille difficoltà incontrate, inalterato il loro equilibrio e la loro posizione di leader nel mercato di riferimento.

Proprio queste ultime rappresentano quell’identità dell’economia italiana che oggi, con il loro trasferimento, all’estero si affievolisce sempre di più.

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