Eccessiva durata processo: risarcimento dovuto anche senza costituzione in giudizio
L’art. 2 della c.d. Legge Pinto stabilisce, come noto, che “chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto della violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all’art. 6 della Convenzione, ha diritto ad una equa riparazione”.
Nella giurisprudenza di legittimità si era venuto a creare un contrasto circa la necessità o meno, ai fini del diritto ad ottenere un’equa riparazione, dell’attiva partecipazione al processo.
Sul punto le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza del 3 dicembre 2013 – 14 gennaio 2014, n. 585 hanno statuito che la mancata costituzione in giudizio può, eventualmente, “influire sull’an o sul quantum dell’equa riparazione, ma non costituisce di per sé motivo per escludere senz’altro il relativo diritto”.
Infatti, ricordano le Sezioni Unite, nelle disposizioni sia internazionali sia interne che disciplinano la materia, non è prevista espressamente una limitazione, per il contumace, del diritto a ottenere in tempi ragionevoli la conclusione del giudizio, anche se non vi si è costituito.
Tali norme, al contrario, tutelano indistintamente “tutti coloro che sono coinvolti in un procedimento giurisdizionale, tra i quali non può non essere annoverata anche la parte non costituita in giudizio, nei cui confronti la decisione è comunque destinata a esplicare i suoi effetti”.
Eccessiva durata processo: risarcimento dovuto anche senza costituzione in giudizio
L’art. 2 della c.d. Legge Pinto stabilisce, come noto, che “chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto della violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all’art. 6 della Convenzione, ha diritto ad una equa riparazione”.
Nella giurisprudenza di legittimità si era venuto a creare un contrasto circa la necessità o meno, ai fini del diritto ad ottenere un’equa riparazione, dell’attiva partecipazione al processo.
Sul punto le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza del 3 dicembre 2013 – 14 gennaio 2014, n. 585 hanno statuito che la mancata costituzione in giudizio può, eventualmente, “influire sull’an o sul quantum dell’equa riparazione, ma non costituisce di per sé motivo per escludere senz’altro il relativo diritto”.
Infatti, ricordano le Sezioni Unite, nelle disposizioni sia internazionali sia interne che disciplinano la materia, non è prevista espressamente una limitazione, per il contumace, del diritto a ottenere in tempi ragionevoli la conclusione del giudizio, anche se non vi si è costituito.
Tali norme, al contrario, tutelano indistintamente “tutti coloro che sono coinvolti in un procedimento giurisdizionale, tra i quali non può non essere annoverata anche la parte non costituita in giudizio, nei cui confronti la decisione è comunque destinata a esplicare i suoi effetti”.
Recent posts.
Con l’ordinanza n. 26283 del 5 ottobre 2026, la Corte di cassazione è tornata sul tema, molto frequente nel contenzioso tributario, dei limiti alle contestazioni che il contribuente può sollevare in presenza di un’intimazione di [...]
La questione dell’impugnabilità in Cassazione del decreto reso all’esito del reclamo ex art. 283 CCII continua a impegnare la dottrina e la prassi del diritto concorsuale. In assenza di una previsione espressa all'interno del Codice [...]
La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con ordinanza del 9 luglio 2026 n.22960 (Pres. Ferro, Est. Farolfi), ha affrontato un tema cruciale nell’ambito del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Si è concentrata, [...]
Recent posts.
Con l’ordinanza n. 26283 del 5 ottobre 2026, la Corte di cassazione è tornata sul tema, molto frequente nel contenzioso tributario, dei limiti alle contestazioni che il contribuente può sollevare in presenza di un’intimazione di [...]
La questione dell’impugnabilità in Cassazione del decreto reso all’esito del reclamo ex art. 283 CCII continua a impegnare la dottrina e la prassi del diritto concorsuale. In assenza di una previsione espressa all'interno del Codice [...]

