INI-PEC, il registro è inutilizzabile
Con l’ordinanza n. 24160 del 27 settembre 2019 la Corte di Cassazione ha affermato l’inutilizzabilità, ai fini delle notifiche telematiche, degli indirizzi estratti dal registro INI-PEC (Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata).
A tale pronuncia è seguita una lettera del Presidente del CNF Andrea Mascherin indirizzata al Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione Giovanni Mammone, con la quale ha ricordato che l’art. 6-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale ha riconosciuto l’ini-pec come pubblico elenco dal quale è possibile estrarre l’indirizzo PEC ai fini delle notifiche telematiche.
Ha sottolineato, inoltre, che tale elenco è l’unico dal quale sia possibile estrarre gli indirizzi pec delle Imprese e degli Enti Pubblici, non inseriti nel ReGIndE senza il quale dunque sarebbe compromessa la possibilità di svolgere centinaia di migliaia di notifiche.
Si attende ora la risposta della Cassazione.
Avv. Sergio Scicchitano

INI-PEC, il registro è inutilizzabile
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A tale pronuncia è seguita una lettera del Presidente del CNF Andrea Mascherin indirizzata al Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione Giovanni Mammone, con la quale ha ricordato che l’art. 6-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale ha riconosciuto l’ini-pec come pubblico elenco dal quale è possibile estrarre l’indirizzo PEC ai fini delle notifiche telematiche.
Ha sottolineato, inoltre, che tale elenco è l’unico dal quale sia possibile estrarre gli indirizzi pec delle Imprese e degli Enti Pubblici, non inseriti nel ReGIndE senza il quale dunque sarebbe compromessa la possibilità di svolgere centinaia di migliaia di notifiche.
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