Published On: 30 Marzo 2026Categories: Eventi, Sergio Scicchitano

Trent’anni in Cassazione: intervista al Prof. Avv. Sergio Scicchitano

Ci sono anniversari che si festeggiano con un brindisi. Poi ci sono quelli che si raccontano.

Il trentennale del Prof. Avv. Sergio Scicchitano come Avvocato Cassazionista appartiene alla seconda categoria.

Non un traguardo da celebrare in fretta, dunque, ma una tappa di un “campionato lungo” — come lo chiama lui stesso — in cui i risultati non si misurano in frazioni temporali brevi, ma nel filo sottile che lega ogni fascicolo, ogni udienza, ogni collaboratore formato nel corso degli anni.

 

Un allenatore, non un solista

Chi si aspetta la risposta del grande protagonista solitario rimarrà sorpreso. Alla domanda se si senta più “pilota Ferrari, allenatore o tennista”, il Prof. Avv. Scicchitano risponde senza esitazione: “Assolutamente allenatore — e in certi casi regista.”

Una visione della professione che ha radici lontane. “Da quando ho iniziato, amando lavorare in team, ho sempre avuto il pallino di gestire i miei collaboratori nel miglior modo possibile”, racconta. “Ho pensato a volte più a loro che a me. Ho preteso che studiassero, che facessero corsi di aggiornamento.”

Lo Studio Legale Scicchitano è cresciuto intorno a profili di avvocati volutamente diversi tra loro: chi eccelleva nella scrittura e nella ricerca giuridica, chi in udienza portava a casa risultati straordinari; chi padroneggiava il civile, chi il penale, chi l’amministrativo. Il compito del titolare? Fare da regista: “Far fruttare le risorse umane nel modo migliore.”

 

Trent’anni di trasformazione: dall’amanuense alla Cartabia

In tre decenni, la professione dell’avvocato cassazionista è cambiata radicalmente. “Prima era tutto molto amanuense”, ricorda Scicchitano. I depositi dei ricorsi si facevano su carta, a mano. Notificare, iscrivere al ruolo, controllare lo stato del procedimento richiedevano presenze fisiche e spostamenti continui.

Poi è arrivato il digitale — accelerato dal Covid — e con esso la possibilità di gestire tutto dalla propria scrivania. Poi la Riforma Cartabia, con i suoi principi di sinteticità e l’introduzione del “capestro” — come lui stesso lo definisce — dei criteri di inammissibilità, che rappresenta per gli avvocati una sfida concreta.

Eppure, nonostante tutto, la fiducia nella Suprema Corte resta intatta: “La Corte di Cassazione è in tutto e per tutto la Suprema Corte”. Un corpo di magistrati altamente specializzati, con indirizzi consolidati e un livello tecnico che Scicchitano conosce bene — figlio di un Presidente di Corte di Cassazione, fratello di un Presidente di Corte d’Appello.

 

“Non è un abito, è un modo di essere”

La domanda più difficile arriva alla fine: cosa motiva ancora, dopo trent’anni? La risposta vale più di qualsiasi riflessione teorica sulla carriera.

La motivazione non è una cosa strutturata, è congenita. Io la mattina mi sveglio — anche alle due di notte — e sono allegrissimo, ho una voglia incredibile di scrivere, di lavorare, di risolvere problemi. Ed ho quasi la stessa voglia che avevo quando ho iniziato questa professione.

A oltre settant’anni, il Prof. Avv. Scicchitano sveglia alle due di notte senza risentimento, anzi con piacere. E conclude con quella frase che sintetizza una vita professionale: “Vuol dire che la mia scelta, fatta quasi cinquant’anni fa, non è stata sbagliata.”

La professione forense, secondo Scicchitano, non si costruisce sui libri. Non si impara del tutto in aula. “Lo devi sentire dentro. Non è un abito, è un modo di essere.”

Guarda l’intervista completa nel video qui sopra.

condividi sui social

Indirizzo postale unificato.

Studio Legale Scicchitano
Via Emilio Faà di Bruno, 4
00195-Roma

Telefono.

Mail e Pec.

Contattaci.

Nome e Cognome*

Email*

Cellulare (opzionale)

Messaggio

sergio scicchitano cassazionista roma 30 anni di professione
Published On: 30 Marzo 2026Categories: Eventi, Sergio ScicchitanoBy

Trent’anni in Cassazione: intervista al Prof. Avv. Sergio Scicchitano

Ci sono anniversari che si festeggiano con un brindisi. Poi ci sono quelli che si raccontano.

Il trentennale del Prof. Avv. Sergio Scicchitano come Avvocato Cassazionista appartiene alla seconda categoria.

Non un traguardo da celebrare in fretta, dunque, ma una tappa di un “campionato lungo” — come lo chiama lui stesso — in cui i risultati non si misurano in frazioni temporali brevi, ma nel filo sottile che lega ogni fascicolo, ogni udienza, ogni collaboratore formato nel corso degli anni.

 

Un allenatore, non un solista

Chi si aspetta la risposta del grande protagonista solitario rimarrà sorpreso. Alla domanda se si senta più “pilota Ferrari, allenatore o tennista”, il Prof. Avv. Scicchitano risponde senza esitazione: “Assolutamente allenatore — e in certi casi regista.”

Una visione della professione che ha radici lontane. “Da quando ho iniziato, amando lavorare in team, ho sempre avuto il pallino di gestire i miei collaboratori nel miglior modo possibile”, racconta. “Ho pensato a volte più a loro che a me. Ho preteso che studiassero, che facessero corsi di aggiornamento.”

Lo Studio Legale Scicchitano è cresciuto intorno a profili di avvocati volutamente diversi tra loro: chi eccelleva nella scrittura e nella ricerca giuridica, chi in udienza portava a casa risultati straordinari; chi padroneggiava il civile, chi il penale, chi l’amministrativo. Il compito del titolare? Fare da regista: “Far fruttare le risorse umane nel modo migliore.”

 

Trent’anni di trasformazione: dall’amanuense alla Cartabia

In tre decenni, la professione dell’avvocato cassazionista è cambiata radicalmente. “Prima era tutto molto amanuense”, ricorda Scicchitano. I depositi dei ricorsi si facevano su carta, a mano. Notificare, iscrivere al ruolo, controllare lo stato del procedimento richiedevano presenze fisiche e spostamenti continui.

Poi è arrivato il digitale — accelerato dal Covid — e con esso la possibilità di gestire tutto dalla propria scrivania. Poi la Riforma Cartabia, con i suoi principi di sinteticità e l’introduzione del “capestro” — come lui stesso lo definisce — dei criteri di inammissibilità, che rappresenta per gli avvocati una sfida concreta.

Eppure, nonostante tutto, la fiducia nella Suprema Corte resta intatta: “La Corte di Cassazione è in tutto e per tutto la Suprema Corte”. Un corpo di magistrati altamente specializzati, con indirizzi consolidati e un livello tecnico che Scicchitano conosce bene — figlio di un Presidente di Corte di Cassazione, fratello di un Presidente di Corte d’Appello.

 

“Non è un abito, è un modo di essere”

La domanda più difficile arriva alla fine: cosa motiva ancora, dopo trent’anni? La risposta vale più di qualsiasi riflessione teorica sulla carriera.

La motivazione non è una cosa strutturata, è congenita. Io la mattina mi sveglio — anche alle due di notte — e sono allegrissimo, ho una voglia incredibile di scrivere, di lavorare, di risolvere problemi. Ed ho quasi la stessa voglia che avevo quando ho iniziato questa professione.

A oltre settant’anni, il Prof. Avv. Scicchitano sveglia alle due di notte senza risentimento, anzi con piacere. E conclude con quella frase che sintetizza una vita professionale: “Vuol dire che la mia scelta, fatta quasi cinquant’anni fa, non è stata sbagliata.”

La professione forense, secondo Scicchitano, non si costruisce sui libri. Non si impara del tutto in aula. “Lo devi sentire dentro. Non è un abito, è un modo di essere.”

Guarda l’intervista completa nel video qui sopra.

condividi sui social

Recent posts.

Recent posts.