Cane muore, la sentenza della Cassazione sulle responsabilità del veterinario
Il padrone di un cane citava in giudizio dinanzi il Giudice di Pace, il veterinario, poiché lo stesso lo riteneva colpevole della morte del suo animale. Il padrone del cane si era recato d’urgenza in ambulatorio veterinario a seguito di un improvviso malore dell’animale, il veterinario procedeva a somministrando una terapia cortisonica per la puntura di un calabrone, di li a poche ore, il povero animale entrava in coma e successivamente moriva.
Successivamente il padrone del cane dinanzi il Giudice di Pace chiedeva la condanna al risarcimento del danno subito a causa del decesso dell’animale, decesso provocato dall’errata diagnosi del medico convenuto, tale domanda veniva respinta. In secondo grado, il Tribunale accoglieva l’appello e condannava il veterinario al risarcimento di € 3000, 00. Il medico ricorreva dunque per Cassazione, ritenendo l’insussistenza del nesso causale tra il comportamento da lui adottato nella specie ed il decesso del cane.
La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 16769 del 23.07.2014 ravvisa l’effettiva responsabilità del veterinario :” nell’aver erroneamente diagnosticato una puntura di calabrone anziché un morso di vipera, e nell’aver conseguentemente trascurato di adottare tutte le cautele che si imponevano per tentare di salvare l’animale da questo ben più grave evento (potenzialmente, ma non necessariamente, letale); – nel non aver, in particolare, tenuto il cane in debita osservazione per assicurargli le cure necessarie ad evitargli la morte “.
A suffragare tale pronuncia la Suprema Corte sostiene altresì che non valevano ad interrompere il nesso causale tra il protocollo adottato dal veterinario e la morte dell’animale circostanze come l’idoneità della cura cortisonica, il ritardo nella richiesta di intervento o il rifiuto da parte del padrone del cane a lasciare l’animale in osservazione ambulatoriale, poiché il veterinario avrebbe dovuto adottare tutte le attenzioni necessarie atte ad evitare il decesso dell’animale e non limitarsi ad applicare un protocollo standard.
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