Detenzione e usucapione, la sentenza della Suprema Corte
La Corte di Cassazione con sentenza n. 17459/15, depositata il 2 settembre, ha ricordato che “Per la configurabilità del possesso “ad usucapionem”, è necessaria la sussistenza di un comportamento continuo, e non interrotto, inteso inequivocabilmente ad esercitare sulla cosa, per tutto il tempo all’uopo previsto dalla legge, un potere corrispondente a quello del proprietario o del titolare di uno “ius in re aliena” (“ex plurimis” Cass. 9 agosto 2001 n. 11000), un potere di fatto, corrispondente al diritto reale posseduto, manifestato con il compimento puntuale di atti di possesso conformi alla qualità e alla destinazione della cosa e tali da rilevare, anche esternamente, una indiscussa e piena signoria sulla cosa stessa contrapposta all’inerzia del titolare del diritto (Cass, 11 maggio 1996 n. 4436, Cass. 13 dicembre 1994 n. 10652)”.
Nel caso di specie, in particolare, nel corso del giudizio di merito era stata provata l’esistenza di un contratto di locazione ragione per cui i Giudici d’appello avevano rigettato con motivazione logica e completa la domanda di usucapione.
Detenzione e usucapione, la sentenza della Suprema Corte
La Corte di Cassazione con sentenza n. 17459/15, depositata il 2 settembre, ha ricordato che “Per la configurabilità del possesso “ad usucapionem”, è necessaria la sussistenza di un comportamento continuo, e non interrotto, inteso inequivocabilmente ad esercitare sulla cosa, per tutto il tempo all’uopo previsto dalla legge, un potere corrispondente a quello del proprietario o del titolare di uno “ius in re aliena” (“ex plurimis” Cass. 9 agosto 2001 n. 11000), un potere di fatto, corrispondente al diritto reale posseduto, manifestato con il compimento puntuale di atti di possesso conformi alla qualità e alla destinazione della cosa e tali da rilevare, anche esternamente, una indiscussa e piena signoria sulla cosa stessa contrapposta all’inerzia del titolare del diritto (Cass, 11 maggio 1996 n. 4436, Cass. 13 dicembre 1994 n. 10652)”.
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